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Secondo le più antiche ed attendibili notizie storiche la chiesetta sarebbe stata costruita dalla Comunità di Camerano in un rendimento di grazie alla Beatissima Vergine Maria per aver liberato il Paese dalla peste nell'anno 1424. Inoltre nella chiesetta sarebbe esistita una campana, oggi scomparsa, con la seguente scritta: "MENTEM SANCTAM. SPONTANEUM HONOREM DEO. 1424. PATRIAE LIBERATIONEM."
Un manoscritto, ora perduto ed un tempo conservato nella Biblioteca dei Padri Conventuali presso la Chiesa di S. Francesco, tra le altre memorie, avrebbe fatto menzione della costruzione di questa chiesa e della peste cessata in Camerano il 2 luglio 1424, dopo alcuni mesi di morbo. A questo evento era infatti collegata la annuale processione che, per pubblico voto, si faceva appunto in quel giorno sino alla chiesa in argomento, ove si cantava un solenne "Te Deum" ed il Comune offriva più libbre di cera. Questa solennità annuale era detta volgarmente "della Visitazione".
Da notizie attinte da documenti presso il locale archivio parrocchiale, la attuale chiesa sarebbe stata ricostruita nel 1872 a destra della strada sulla quale sorgeva, essendo la primitiva molto deteriorata e rimasta sotto il livello della nuova via. La strada, era quella che conduceva da Camerano a Loreto e si chiamava allora via Flaminia.
Si tratta di una costruzione ottocentesca in blocchi di arenaria alternati a file di mattoni. La facciata, in mattoni, presenta un portale ed una finestra ottagonale, entrambi in pietra, di fattura più antica ed in stile rinascimentale presumibilmente provenienti dalla primitiva chiesetta del 1424, demolita e ricostruita sul lato opposto della strada. Sul tetto, spiovente a "capanna" con copertura a coppi, si erge un campanile a vela con una piccola campana. Il locale della sagrestia, ricavato posteriormente all'abside, ha il tetto più basso rispetto a quello della chiesa.
L'interno è intonacato a calce ed il soffitto è a botte. Il pavimento è in cotto d'epoca e presenta al centro un ornamento in marmo policromo di forma stellare, contenuto in una figura poligonale.
A destra, entrando, è collocata un'acquasantiera in pietra a forma di conchiglia; sulla parete destra una porta cieca dello stesso tipo di quella d'ingresso. L'altare, ottocentesco, è di tipo tradizionale con piedistalli in cotto d'epoca. Sopra l'altare, e addossata al culmine dell'abside semicircolare, sta una riproduzione dell'antico quadro della Madonna della Speranza, ora custodito nella chiesa parrocchiale. E' racchiuso in una cornice barocca in finto marmo e legno con colonne e capitelli corinzii.
Ai lati dell'altare due porticine, chiuse da tende di panno rosso, immettono nel piccolo locale adibito a sagrestia, illuminato da due finestre a forma di mezzaluna. Sulla parete sinistra si apre una porta simmetrica a quella cieca e nello stesso stile. Alle pareti, sopra le tre porte, vi sono altrettanti quadri a stampa, rappresentanti la Madonna del Carmelo con Santi, d'epoca, e una Santa Rita e una Santa Teresa del Bambin Gesù più recenti. Nella piccola sagrestia è rimasto un cassettone d'epoca per custodirvi i paramenti e gli arredi sacri.
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