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Una antica tradizione vuole che sia stata fondata con l'attiguo convento dei Minori dallo stesso San Francesco presente nel 1215 ad Ancona e Sirolo
in occasione del suo viaggio in Oriente. Il Bollario Francescano ed altre fonti storiche indicano esistente questa chiesa nel 1292 e menzionano una
lapide, ora irreperibile, un tempo visibile sul muro interno dell'edificio "a cornu epistolae" (cioè a destra) con questa epigrafe : + MCCXXX IIII ID VIII.
Probabilmente la data del 1230 si riferisce all'anno in cui furono completati i lavori della chiesa originaria. Le fonti storiche affermano che la chiesa
ed il convento di San Francesco di Camerano sono sorti sull'area già occupata da un più antico monastero di monache presumibilmente lo stesso che,
sotto il titolo di Santa Maria e Sant' Agata Martire, è menzionato dal Codice Ravennate relativo alle concessioni enfiteutiche nella zona tra i
secoli VII e X.
Attualmente nell'interno della chiesa è conservata una lapide gotica con la seguente epigrafe: In nomine domini amen anno domini MCCCXXXI tempore
domini Ioannis Papae XXII.
Originariamente collocata sopra la porta dell'ex convento, questa iscrizione si riferisce molto probabilmente alla riedificazione del convento stesso
sui resti del precedente monastero di Santa Agata. Da una antica pergamena rinvenuta sotto l'altare maggiore nel 1759 si conosce che il 14 luglio
1437 la chiesa fu consacrata dal Vescovo Pietro Giustiniani dell'Ordine dei Predicatori con il permesso di mons. Giovanni Caffarelli Vescovo di
Ancona. Nel 1759 la chiesa fu completamente ristrutturata su disegno dell' architetto Francesco Ciaraffoni e dell'edificio originario non rimase
che il portale in pietra. Tra il 1763 ed il 1769 fu ampliato il convento su disegno di fra Domenico Frezzini dei Minori di Ancona, assistito dai
padri Francesco Marchetti e Andrea Ottaviani. Il nuovo convento ebbe breve vita: chiuso durante l'occupazione francese, i suoi beni passarono al
cosiddetto Appannaggio del Vicerè d'Italia Eugenio di Beauharnais e poi al Comune che utilizzò l'edificio come sua sede a partire dalla metà del
XIX secolo. Dopo la partenza dei frati Minori da Camerano, la chiesa di San Francesco continuò ad essere officiata, prima da due frati detti
"Minimi" rimasti nel paese presso abitazioni private (padre Lucesole e padre Anzelotti) e poi dai sacerdoti della chiesa parrocchiale. Danneggiata
dagli eventi bellici del 1944, la chiesa fu riaperta al culto, per interessamento dell'allora parroco Don Giulio Giacconi, il 29 agosto 1959.
La cuspide che sovrasta il campanile fu aggiunta nel 1957 a cura del comm. Silvio Scandalli. Attualmente l'edificio, di proprietà del Comune, pur
essendo saltuariamente officiato, è sede di periodiche manifestazioni culturali quali mostre e concerti. All'interno sono conservate opere di
notevole interesse: Natività di E. Van Schayck del 1600, Sant' Antonio di Padova della scuola del Pomarancio del 1628, San Francesco di Marco
Vannetti, Traslazione della S. Casa del Fasolilli, Crocifissione. La chiesa è a pianta rettangolare con abside ellittica dietro l'altare maggiore,
presenta quattro altari laterali, due su ciascuna navata. La volta è a botte e l'interno decorato con stucchi a scagliola, colonne sormontate da capitelli corinzii e
motivi ornamentali tipici dello stile settecentesco.
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