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Gare e concorsi

Raccolta museale di fisarmoniche
.: Data Pubblicazione 15-Lug-2004 :: Letture:: 5913 :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

BIANCO E NERO: ARMONIA DI UN CONTRASTO


BREVE STORIA DELLA FISARMONICA NELLA CIVICA
RACCOLTA MUSEALE DI CAMERANO


Il Comune di Camerano possedeva da alcuni decenni una piccola raccolta di 14 fisarmoniche d’epoca, opera dei vari costruttori locali, tra cui Scandalli, Soprani, la SILA ed altri. Quest’ Ammninistrazione è pervenuta nell’intendimento di dare una definitiva sistemazione di tale raccolta in apposite bacheche, arricchendola di materiali, anche iconografici, che documentano le varie fasi della lavorazione della fisarmonica frutto di donazioni di privati. Ne è scaturita una raccolta omogenea e funzionale che si fa ammirare per l’aspetto storico e culturale che testimonia una delle realtà economiche e sociali di maggior spessore del Novecento cameranese, che diventa ora, pienamente fruibile dai visitatori, patrimonio dell’intera comunità. Questa raccolta è l’immagine visibile di quella cultura presente nella nostra storia e che questa Amministrazione ha già ricordato anche pubblicando il libro sulla fisarmonica “C’era una volta la fisarmonica. Camerano e la fisarmonica Scandalli nei documenti e nella stampa (1900-1980)” che, visto il notevole successo, è stato ristampato e ampliato dopo appena 6 mesi. L’augurio è che certe competenze ed abilità rimangano a lungo specie tra i giovani.


Camerano all’inizio del secolo scorso contava poco più di quattromila abitanti ed aveva un’economia fondata sull’agricoltura e sul piccolo commercio. Le prime notizie sulla fisarmonica le troviamo in alcuni documenti del 1905 conservati presso la sede municipale; in essi si racconta della richiesta di un locale da parte della ditta Soprani di Castelfidardo per impiantare un laboratorio, “ove aprire una scuola di operai per la lavorazione di organetti”. Pochi anni dopo fu il cameranese Cesare Morini (1886-1957) ad aprire un piccolo laboratorio artigianale di organetti, ma fu soltanto dopo la grande guerra che la costruzione aumentò tanto che già negli anni Venti a Camerano si avevano cinque laboratori di discrete dimensioni: la “Modernissima” dei fratelli Giorgini, la Società Italiana Fabbricazione Armoniche (S.I.L.A.), l’“Italiana” di Enrico Scandali, l’“Universelle” di Cesare Morini e la “Fratelli Scandalli”, la quale già nel 1924 contava 55 addetti.

Nei primi anni ’30 il laboratorio della ditta Scandalli si trasformò in uno stabilimento che si estese e si ampliò notevolmente, fino ad assumere un posto di rilievo nel settore produttivo della fisarmonica. I continui miglioramenti meccanici, tecnici, fonici ed estetici apportati allo strumento ne decretarono il successo e ne favorirono l’esportazione in tutto il mondo, soprattutto nell’America latina.

Nel 1946 la ditta Scandalli e quella di Settimio Soprani di Castelfidardo si unirono per dare vita ad un nuovo complesso industriale in grado di coniugare le esigenze di mercato con quelle della ricerca: la Farfisa (Fabbriche Riunite Fisarmoniche).

Negli anni ’50 e ’60 la fisarmonica raggiunse il punto di sua massima espansione per merito soprattutto di Silvio Scandalli, che da semplice artigiano era diventato il più grande imprenditore cameranese. Successivamente la Farfisa per rispondere alla domanda di un mercato sempre più orientato verso gli strumenti musicali elettronici e per far fronte ad un’agguerrita concorrenza straniera, diversificò la sua produzione, senza peraltro ottenere risultati duraturi. Nel 1984 la Farfisa fu acquistata dal gruppo Bontempi di Potenza Picena.

A Camerano rimane comunque viva la figura limpida e paterna di Silvio Scandalli, l’uomo che è riuscito a portare la fisarmonica ai più alti livelli tecnici e fonici con il famoso Super VI e che ha dato al suo paese fama, notorietà e benessere.
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